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   il blog di una coscienza critica con una spiccata passione per la birra

 



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giovedì, 31 gennaio 2008
 

Sanremo c'è - la controprogrammazione pure


Come ogni anno Sanremo è Sanremo, cadesse il governo e la repubblica, Sanremo ci sta è una garanzia istituzionale. Canzoni, birra e rutto libero davanti alla tv. Così come ci sta Sanremo, ci sta pure la controprogrammazione.

Quest’anno la blogosfera si mobilita per resistere al festival e lo fa con i propri cantanti iutubbari. Anzi le nostre ugole 2.0. E chi le ferma più?
La canzone triste...

e la canzone impegnata...


Intanto si vocifera che le nostre beniamine possano unirsi in un nuovo gruppo, un duetto come Minghi e Mietta, gli 883, Paola e Chiara, Gianni e Pinotto. Ecco che lanciamo un contest per scegliere il nome del nuovo gruppo formato dalle blogstar Ninna_r e Catepol. Votate  votate nei commenti o tramite mail a faxebinder[chiocciola]libero[punto]it . Si può scegliere fra

  • Incontro fra Titani
  • Le Zero Assoluto Kelvin
  • Lonely Neuronettes
  • Le Wannabes
  • La strappona, la brutta e la cattiva reputazione
  • Scema e + Scema
  • le Cateninne
  • Potenza City Spammers
  • Spamkreas


  • EDIT: a volte accettano e ritornano ;-)



    A breve altre novità.




mercoledì, 30 gennaio 2008
 

IPSE BEGGI


tristeza, por favor vai embora…

La Mondadori ormai dovrebbe proporre a Andrea Beggi di scrivere un libro per raccogliere le sue massime e frasi famose, come ha fatto per i Fincipit di Eio. Dopo quella su TCP/IP e buffoni della blogosfera, merita menzione la perla di ieri partorita nei commenti di Ninna:

Secondo me c’è (ci dovrebbe essere) una differenza tra l’emissione di fluidi facendo sesso con sè stessi o con un monitor. La seconda mi sembra un po’ più triste, specialmente se l’immagine sullo schermo non è consenziente


Il dado è tratto (e pure la broda). Noi pipparoli pseudo-avanzati faremo meglio a riflettere sulle parole dell’eminenza grigia del web 2.0, il sistemista informatico che sistema i casini alle blogstar quando si trasferiscono su un dominio proprio. Perché riguarda tutti coloro che sono abituati a usare immagini prese ovunque (non solo su internet, ma anche tv e giornali, cartelloni pubblicitari, … ) per agevolare la masturbazione. E lo fanno senza il consenso del soggetto ritratto.

Quindi, in pratica la prossima volta che vi smanettate sulle grosse tette di Aida Yespica, pensate bene alla vostra tristezza interiore, pensate bene alla vostra meschinità e pentitevi, o per lo meno abbiate premura di accertare tramite mail se Aida è consenziente.
Lenite le vostre pene, smettendola di menarvi il pene senza permesso.
Ma d’altra parte è risaputo che

er pipparolo va contro corente,
e quanno se lo mena s’acconsente
si’ e’ vero beggio che tu dai la pace
nine’ affatata nun me la nega’


Non so se si tratta di una nuova norma della netiquette, magari il Beggi ce lo spiega. Se non altro gli va riconosciuta la tempra del rivoluzionario perché questa affermazione mina alla base la gran parte delle attività svolte su internet dall’utente medio, ovvero ricerca e sfruttamento di materiale a fini masturbatori.

Però io non ci sto a questa logica che tende a colpevolizzare e deprimere ulteriormente il pipparolo, non ci sto… no, caro Beggi, sarai un’autorità quanto a internet e informatica, ma in fatto di pippe non capisci una sega, eh no, proprio no! Non mi resta che fare come il Cioni in segno di protesta…

 




postato da faxebinder | 22:15 | commenti (6)
computer, sesso, seghe, ninna, bloglioni, beggi


martedì, 29 gennaio 2008
 

I don’t like cumshots…

Sottotitolo: Edvige Fenech è viva e rutta insieme a noi

 

No che non mi piaccia il post, eh. Altrochè, se mi piace. Insomma, lo sappiamo tutti noi utenti pseudo-avanzati di internet che la rete è stata fatta per il porno, per la condivisione e la diffusione di queste robe, o al massimo per il softcore; ne dica quel che ne dica Catepol e i guru suoi pari del social networking.

Se non fosse che la novella Edvige Ninna_r ci ha abituati ai videopost, beh… adesso mi aspetto e qualcuno magari pretende la versione per youtube (ovviamente una versione per madri di famiglia, eh). Edulcorata, rivisitata, vasca piena di schiuma, mani che scivolano su un piano di vedo e non-vedo, allusioni delicate, ‘ché le parole sono già di per sé chiarissime.


A noi utenti pseudo-avanzati ci va bene, anzi ci piace di più che almeno stimoliamo la fantasia. Come nota l’acuto Vertigoz è bello far lavorare l’immaginazione:
“riuscivo a distinguere i miei umori anche nell’acqua…”

è possibile che tu abbia la candida.

Ah, che effetto strano che mi fa leggere certe cose, quasi mi vien voglia di cumshottare…
A parte il solito rullo incessante di puntini di sospensione, che oltre ad annunciare l’orgasmo forse servono pure ad eccitare il clitoride (provaci anche tu da casa, cara amica: potrebbe essere stimolante!), quoto il post punto per punto, e anche tutti i commenti li quoto, signorsì!  

Detto questo, sarei curiosa di leggere una versione maschile di un momento così…

Ma ninna_r cara, la tua curiosità è insaziabile come quella della Giovannona Coscialunga? Ti sei già dimenticata di quando parecchi utenti abbastanza avanzati furono invitati a masturbarsi e cumshottare durante l’audiovisione di un certo video soft? Ma sì, quello che poi ti sei inarcata… cioè inalberata, insomma, e hai scritto che non potevi accettare che un giorno la tua semenza veda una cosa del genere. E pensare che invece era tutto intorno a te.

postato da faxebinder | 14:06 | commenti (6)
sesso, sexy, ninna, bloglioni
 

A rosicare sei brava solo te

Signori,
il momento è catartico. Gli uomini prendano ciascuno un'arma; le donne stiano pronte nelle retrovie con i kit di primo soccorso; mettete al riparo i bambini e la birra: Catepol s'è incazzata. E la sua ira funesta ci fa tremare tutto l'elastico delle mutandine.

I fatti: ieri la Nostra signora del permalink, la spammer più veloce del web 2.0, colei che basta nominare di sfuggita anche al contrario in un post per trovarsela subito alle calcagna, ha pubblicato un video nel quale - secondo lei - provava a dire la sua "sull’argomento dei dati sociali, ehhhh dei dati personali che condividiamo sui social network eeeeee che quindiiiii di conseguenzaaaaaaaa diventano in un certo modo sociali" (testuale). Nel post precedente a questo, io ho trascritto quanto da lei detto in modo che l'utente "un po' meno avanzato" (come lo chiama lei, che si sente avanzatissima invece) fosse pienamente cosciente del fatto che la signorina diceva ovvietà e nonsense. Madame se l'è presa. E come ha reagito? Ha pubblicato un post sul suo tumblr privo di link a questo post per rispondere. Perché privo di link? Ovvio: perché non voleva che qualcuno passasse da quelle parti, leggesse e venisse qui a farsi un'idea, concludendo poi magari (orrore!) che alla fin fine non ci avevo tutti i torti. Un po' come fanno quei bambini che in cortile a un certo punto dicono "non mi passate la palla? me ne vado a casa e mi porto via pure il pallone gne gne gne", Catepol contravviene alle regole della netiquette, della quale poi chiede il rispetto per gli altri: tipico di tutti i rosiconi. E allora io prima le rammento che tutto ciò mi ricorda una scena di un film più bello (ma di poco) dei suoi video.






...e quindi rispondo alla maniera di David Letterman: "le dieci cose che Catepol deve ricordare prima di replicare a Faxebinder senza citarlo perché, vigliaccamente, ha paura che il mio detersivo lavi più bianco del suo". Rullo di tamburi:

Number 10: se intitoli il tuo post di risposta "Catepol: il transcript (con tutte le e aperte regolarmente segnate chè ricordiamolo son calabbbbbrese)" ricordati che io lo so che sei potentina, altrimenti non avrei fatto tutte quelle battutine sul materano. E comunque, consulta un insegnante di dizione, possibilmente non su Gtalk e che non sia un tuo amichetto del cuore: sbagli le e & le o mettendo quelle aperte al posto di quelle chiuse e viceversa. Rassegnati.

Number 9: se, per dimostrare che invece tu sei bella, brava e intelligente, riprendi la mia trascrizione e la correggi tutta per dargli un senso compiuto, dimostri ancora una volta che stai rosicando.

Number 8: se nel post successivo  scrivi "Uno che ha il tempo di sbobinare 6 minuti di video girato a braccio e senza scaletta per pubblicare il trasnscript e criticare voi come lo giudicate?" fai una figuraccia. Perché non ti rendi conto che a trascrivere 6 minuti, se uno è allenato a farlo, ci si mette massimo un quarto d'ora. Più difficile è farlo quando le frasi sono prive di senso, è vero. Ma questo non va a tua discolpa.

Number 7: se ammetti che hai parlato senza scaletta, questa non è una scusante, ma un'aggravante. Perché significa che sei talmente egocentrica da pensare di poterne fare a meno.

Number 6: se esecri la mia critica, dimostri una volta di più che non hai capito le regole del gioco: qui sul web, se tu pubblichi, io posso esprimere il mio giudizio, come chiunque. Altrimenti, i video rivediteli a casa tua, nel buio della tua cameretta (a proposito, un po' spoglia quella libreria là dietro...).

Number 5: in generale, questa cosa che fai figuracce e scappi non ti è estranea. Ricordo uno splendido scambio di commenti tra te e Orientalia4All nel quale dicevi che un tuo post miserabile nel quale avevi messo non so quanti link era una provocazione intellettuale o qualcosa del genere. Smentita, te ne andavi con la coda fra le gambe. Son cose che dovrebbero insegnare, se non fosse che tu non conosci "l'unico sentimento che, dalla notte dei tempi, spinge le persone a migliorarsi: LA VERGOGNA" (cit.).

Number 4: la cosa più pericolosa per te non è che sei immersa in un mare di ridicolo. E' che tra poco comincerai a fare l'onda. A quando i messaggi alla nazione a reti unificate?

Number 3: sappi che in ogni caso io apprezzo il tuo tentativo di avvicinarti ai guru del web facendo le stesse cose che fanno loro. Anche quando vado allo zoo di solito tiro le noccioline alle scimmie che si comportano così.

Number 2: il number 2 non mi viene. E allora passiamo direttamente al...

Number 1: se alla fine, per far vedere che quando la prof spiegava filosofia stavi un pochinino attenta, mi citi il motto socratico del "so di non sapere" , commetti l'autogoal più clamoroso che la storia del calcio lucano ricordi. Perché qui quella convinta al mille per mille di essere talmente preparata da poter accendere una telecamera e dire qualcosa di intelligente sei tu, non io. Se davvero avessi saputo di non sapere ( = non avere nulla di intelligente da dire su un argomento), non lo avresti girato nemmeno il video, non trovi? Io ho la sola funzione di far emergere il ridicolo di una situazione che è già ridicola di per sé.

E infine, ti saluto alla tua maniera: cacca, pupù, lallallallà, gne gne gne gne. Specchio specchietto e cent'anni di guai.
postato da faxebinder | 08:51 | commenti (7)
catepol


lunedì, 28 gennaio 2008
 

“No, perché siccome che sono cecataaaa…”

No, nonostante il titolo non è di Anna Marchesini e del suo personaggio, la signorina Carlo, che si parla in questo post. Però tranquilli: Catepol le somiglia tantissimo, e quando decide di offrire al mondo un suo contributo audio  sembra una macchietta di livello comico quasi pari. Ma andiamo con ordine: la nostra signora del permalink decide di registrare e pubblicare un video (cliccate qui se lo volete vedere, ma a vostro rischio e pericolo) per discettare di “Dati personali e social network”. Io l’ho ascoltato una volta, e non ci ho capito una sega. Allora ho deciso di mandarlo a un mio amico, maestro elementare, per chiedergli qualche lume su cosa significasse quello che leggevo. Ma siccome non ha la connessione veloce (ma quant’è unopuntozzzero, eh?), allora gli ho inviato direttamente la trascrizione di quanto avevo sentito. Lui, però, ha scambiato la mia mail per quella di uno dei suoi allievi (quest’anno ha una terza particolarmente difficile) che stavano facendo qualche ricerchina scolastica su internet, e me l’ha rimandato corretto come se fosse un compito in classe della sua allieva Caterina di Policoro (il mio amico è di Matera, non ve l’avevo detto?). E allora io ve lo posto qui, così magari anche voi vi rendete conto. Lei no. Ormai non c’è più speranza.

 

"Ciao sono Catepol, e provo a dire la mia sull’argomento dei dati sociali (dei dati sociali???), dei dati personali (ahhhh, dei dati personali) che condividiamo sui social network e che quindi di conseguenza diventano in un certo modo sociali (ma se sono personali, mica li condividiamo!).

Il discorso parte come sappiamo tutti dalla polemica scaturita da… da scoble (ahhhh, il famoso scoble! Non sarà scobleizer, vero?) che… ha cercato di utilizzare uno script per esportare i suoi 5000 contatti, 5mila contatti che poi sono il limite massimo di contatti previsto da facebook, ehhhhh… cosa che si scopre diciamo proprio con scoble che raggiunge questo tetto massimo ehhh di contatti e che prova ad esportarli perché ritiene ehhh che i dati mmm… inseriti quindi anche i suoi contatti siano dati personali (prova a rileggere lentamente questa frase e dimmi se riesci a dargli un senso. Anche non compiuto: mi accontento).

La polemica ehhhh… fra facebook e scoble è diciamo la punta di un iceberg (frase fatta: è dalla prima elementare che vi dico di non usarle), perché in realtà ahh... noi utenti non dico avanzatissimi (avanzatissima? Tu?)  ma comunque avanzati (ma nel senso che sei un avanzo, vero?) della rete dei social network su internet ehhh credo tutti quando non paghiamo un servizio e lo utilizziamo gratuitamente dovremmo essere ma dico tra virgolette completamente consapevoli che stiamo utilizzando un servizio che non è nostro e i dati che ci inseriamo dentro anche se lo facciamo volontariamente perché siamo noi stéssi a decidere cosa inserire e cosa non inserire (ecco, adesso o mi spieghi da sola che volevi dire con questa frase, o chiamo direttamente l’esorcista). Io ad esempio ehhh per fare un esempio figuro dappertutto come catepol ma molto spèsso su molti social network ho cominciato a metterci nome e cognome e la faccia e chi sono realmente l’indirizzo mail corretto che non è il semplice catepol eccetera ma il caterina policaro eccetera eccetera (Apperò! Tutto da sola? Me cojoni!).

E questo ohh… non da subbito (nel video sbaglia davvero le doppie, ndr) sicuramente non l’ho fatto dai primi anni di utilizzo della rete sono stata molto ad osservare e l’indirizzo hotmail, l’indirizzo yahoo, l’indirizzo gmail comunque sono i miei indirizzi personali, ma se andiamo a ben vedere eh… sono servizi che noi utilizziamo gratuitamente fornitici dai grossi provider ehhh… di servizi web (ebbé?).

Col web 2.0 questo discorso si è letteralmente ehhh… mmm… e-evoluto e esploso perché su facebook, su twitter, ehhh… su flickr, su youtube dove apriamo un account molto spesso inseriamo i nostri dati personali, molto spesso aggreghiamo contatti e amici ehhh che invitiamo ad entrare, ehh… molto spesso-ohh… raccogliamo dati sensibili e non poi dipende da cosa si condivide ehhh… su questi network (no. Noi non raccogliamo dati sensibili. Semmai è il database del sito a cui ci iscriviamo che li raccoglie).

Il problema però secondo me è un altro: ehhh… io punto molto sulla… eh… credo molto anche nel discorso della formazione e del fatto che gli utenti più avanzati che ne sanno di più debbano comunque ehm… raccontare le cose che sanno (e tu saresti l’avanzata?), condividere la propria conoscenza con gli utenti che sanno un po’ di mèno. Fondamentalmente, su internet eh… il gruppo degli utenti avanzati in Italia soprattutto e per avanzati intendo chi utilizza tranquillamente tutti gli strumenti con la consapevolezza di utilizzare e di come si utilizzano ehh… delle metodologie, delle dinamiche di rete, delle dinamiche di relazione eccetera e quindi anche i blog e tutto cosa… tutto ciò che c’è a contorno ehm… quindi quando ci si espone pubblicamente ehh… l’utente diciamo pseudo-avanzato come siamo noi è perfettamente consapevole di quello che accade, anche se poi andiamo su… ah… mpf… come scopo avanzatissimo come utente andiamo a far polemiche sul fatto che vado a utilizzare uno script eh… che va a forzare un servizio che non è mio per… ehm… raccogliere questi dati (altra frase priva di qualsivoglia nesso logico).

Dicevo il discorso è un altro (sì, lo stai ripetendo da due mila caratteri spazi inclusi, che il discorso è un altro. Mi dici quale, per favore?): il discorso è che noi che siamo consapevoli di come funzionano queste cose… io scommètto mi-mi gioco una cena, un pranzo, ve lo offro volentieri, scommètto che nessuno di noi ha mai letto le… le regole di… d’uso, la licenza quando noi andiamo a cliccare su accetta, accetta, accetta… molto spesso io sono la prima non le leggo mai, ma bene o male funzionano tutte allo stesso modo, chi più chi meno, c’è scritto da qualche parte che i dati non sono esattamente nostri ma sono del servizio che ci sta ospitando (e tutta ‘sta tiritera per dire ‘sta ovvietà?).

 

Dicevo ehhh ehm… il nucleo centrale secondo mè è questo ehhh… noi che ne sappiamo un po’ di più andiamoci a informare realmènte su come stanno le licenze, su come si esportano i contatti, su come ehh… cosa fornire cosa non fornire cosa è meglio dare e cerchiamo di diffondere questa conoscenza all’utente medio, l’utente medio che letteralmente entra in un servizio, si registra, molto spesso è contento quando chiede solo username e password e email… è molto meno contento quando deve cominciare a compilare moduli lunghi e non li compila, per cui ci sono servizi non utilizzati dalla massa degli utenti proprio per la complicazione richiesta in ingresso (hai capito che profondità di pensiero? No, ma davvero: questa qui ha capito che uno si stufa a compilare moduli lunghi come il 740. ‘Azz, non le si può proprio nascondere niente!)… ehhhm… non pensiamo ai servizi che utilizziamo noi utenti pseudo-avanzati (aridagli!), pensiamo a servizi che hanno una massa di utenti letteralmente ehhh… impensabbile. Pensiamo a badoo, pensiamo a myspace. Io a badoo ho aperto l’account e l’ho richiuso, ma con la procedura che comunque non è facile: badoo è fatto apposta per raccogliere e smistare i dati personali di… di… della massa degli adolescenti che lo utilizzano, perché viene utilizzato da ragazzi e ragazze. Myspace, i live myspace ehh… più o meno l’utilizzo è uguale, l’utilizzo di massa ma nessuno va a vedere cosa c’è dietro. (già, chissà cosa c’è dietro… un complotto sionista, mi sa).

Ecco ehm, io credo che il nostro compito dei nostri blog, degli strumenti che utilizziamo sia quello di sensibilizzare, di diffondere la conoscenza, quantomeno di spiegare le cose (cioè? Tu vuoi SPIEGARE LE COSE? TU?), poi ognuno è libero di diffondere o meno i suoi dati (sembra che parli di disperdere lo sperma), ricordiamoci che se non paghiamo un servizio, il servizio non diventa nostro per cui se è un servizio libbero in rete ehm… rimane tale e andiamo a leggere di chi sono i dati personali  che diffondiamo sui nostri social network.

Il mio pensiero è questo ehm… discutibbile però la vedo così. Ciao."

 

Giudizio: discutibile? Ma quale discutibile? Hai detto una marea di ovvietà in un italiano stentato, e alla fine hai salutato con la manina come i bambini di fronte alla telecamera. Caterina, va bene che hai 8 anni, ma non ti sembra di esagerare? Voto: 4 di incoraggiamento.

 

 

P.s. chi invece ci volesse capire qualcosa della storia, lasci stare Catepol e legga qui

postato da faxebinder | 16:56 | commenti (3)
catepol


giovedì, 24 gennaio 2008
 

STATE of the BLOG

Eh, che vi pensavate che magari ci ero morto? Magari qualcuno ci sperava che mi ero strozzato a bere eh? O che la P2 delle blogstar mi avesse fatto sparire dopo l'ultimo post?  Eh sì sempre il lurker tarantanonimo, ancora lui.
In verità sto bene, bevo ottima birra danese come e più di prima. E' che ho avuto da fare finalmente ho trovato qualcosa di costruttivo per passare il tempo, un lavoretto, insomma un modo per poter fare qualche soldo: SCRIVO UN LIBRO!
Insomma, diciamo che contribuisco a scrivere un libro. Ora spiego: è cominciato tutto per gioco, e questa cosa mi è arrivata inaspettata fra capo e collo senza che avessi fatto nulla per ottenerla. Un editore (che non dico il nome per la privacy) ha notato il mio blog e mi contatta in chat su splinder per farmi i complimenti. Dopo alcuni convenevoli, dice che trova molto divertente il mondo dei blogger e le loro relazioni sociali e mi propone di collaborare alla scrittura di un libro sull'argomento. O magari invece del libro scrivo un articolo su una rivista online, insomma non è ancora deciso. Fatto sta che sto scrivendo e presto farò anche promozione.

Il mio editore mi farà andare a State Of the Net a pubblicizzare la mia opera e dove potrò incontrare tanti guru del web (Mafe, Gaspar e Granieri) . Il mio intervento sarà all'altezza degli ospiti e parlerò dell'argomento in cui sono più ferrato cioè  blogger, meme, spamming e investimenti nella carriera di blogger: fornirò molti consigli utili e alcune dritte e farò ricorso a delle slide in inglese per essere più 2.0 cominciando con questa





sabato, 19 gennaio 2008
 

Mamma mia che impressione!

Sto 'mbriaco. E quindi è anche normale che non mi ricordi se fosse Himmler, Goebbels o quale altro simpatico personaggio a dire la famosa frase: "Non appena sento dire la parola 'cultura' metto mano alla pistola". Però, ecco, pure se sto 'mbriaco una cosa la vorrei anche dire: non appena sento parlare di blogosfera e contenuti, mi rode il dito sul grilletto. Ma... ma come si fa a essere così ottusi? Nel pieno del dibattito sulla potenza di internet, sulle potenzialità anche prospettiche del Due punto zero, arriva il blogger di turno e dice: non potete avere l'ossessione per i contenuti. Bella lì. Cioé, a 'sto tizio adesso tocca rispiegargli tutto dall'inizio. E vabbeh, cominciamo: un computer - segui il labiale - NON PENSA DA SOLO. Ok, Sw4n? Internet è un flusso di bit sostanzialmente privo di senso, non come sono prive di senso molte delle attività della nostra giornata. Di più. Di per sé, internet non è nulla. Se domani tutti dimenticano di accedere alla rete, questa scompare. Viene giù proprio. Perché? Perché al netto dei template, delle fotine, dei permalink, dei crawler, di tutto quello che va in automatico, alla rete la gente accede per creare dei contenuti. Te lo sillabo: con-te-nu-ti. E sentire che tu critichi "l'ossessione per i contenuti" mi spinge a capire che l'eutanasia non è un diritto, ma un dovere! Sentiamo, quale sarebbe l'alternativa al non avere l'ossessione per i contenuti? Avere quella per le forme?!? E in cosa si transustanzierebbe? Per tutto il luppolo del mondo, ma lo capisci che quello che tu critichi ("blog tecnici che somigliano al libretto di istruzioni del tuo climatizzatore, blog di sedicenti guru della blogosfera diventati una semplice appendice all’homepage di repubblica, blog del menga che criticano altri blog del menga") è la degradazione del significato della parola contenuto, e non il suo significato pieno? Che chi fa queste cose è un miserabile a caccia di introiti da adsense, e con la sua presenza impesta la blogosfera allo stesso modo in cui la impestano gli spammer?

E a proposito di spammer, non appena quel brav'uomo di sw4n ti pubblica, chi è che di corsa slanciata tutta trafelata e anche un po' sudata, ti va a commentare? Chi se non Catepol? E che ti dice, nostra signora del permalink? "e se invece pensassimo tutti che ognuno col suo blog ci fa il cappero che gli pare senza rincorrere nessuno??? E però vale anche che nessuno ha il diritto di criticare nessun altro. Non vivremmo tutti meglio così?". No, considerate la vostra s(c)emenza: atti non fosti a viver come bruti, ma per servire virtute e canoscenza. Cioé, praticamente, secondo una che fa la maestra elementare - e quindi concetti come questi li mette in testa pure ai bambini di 5 anni - se qualcuno si comporta scorrettamente o inelegantemente secondo il nostro pensiero, la cosa migliore sarebbe farsi i cazzi propri. Allora, secondo lei le regole sono queste: "ognuno fa quel che cazzo gli pare e nessuno può dirmi nulla. ma in compenso segno il territorio pisciando in ogni angolo della blogosfera per farmi vedere". E non vi azzardate ad aprire bocca, secondo la controparte mascelluta di Sw4n.

Poi arriva Ninna, annunciata da un rullio di puntini di sospensione, e il brain storming è al completo. "Perchè allora non mettono in pratica il vivi e lascia vivere?" (e con ciò l'autrice tende a significare il travaglio del personaggio nel romanzo che attraversa tutto il '900 letterario) "Perchè mi devono offendere?" (e qui l'autrice raggiunge una prima vetta di vittimismo, che non può che scatenare nell'altrui animo un senso di colpa già alla prima lettura). "Perchè oggi devo occuparmi di quello che tu sai già?" (e nell'occasione l'autrice invia un messaggio silenzioso agli altri commentatori: anche io ho scritto sull'argomento! Correte a leggermi, o che peste vi colga!). "Perchè?" (lamento di prefiche siciliane al funerale del caro estinto: il buon senso) "Ma che fastidio do?" (ma chi sei?) "Che fastidio può mai dare un diario?" (un diario on line, alla portata di tutti, genera per il fatto stesso critiche. Altrimenti, chiudilo in un cassetto e nessuno lo cagherà). "Vabbeh, tu sai…" (altra mafiata) "Ah, al mio post di ieri su questo stesso argomento ho ricevuto critiche per assenza di critiche…" (altra spammata).

E olé. Sapete qual è il problema? Che per certi individui la blogosfera rappresenta una totale, clamorosa occasione di perdere le proprie inibizioni. E, insieme a queste, fa perdere anche l'unico sentimento che, dalla notte dei tempi, spinge le persone a migliorarsi: LA VERGOGNA.


venerdì, 18 gennaio 2008
 

Disagio mentale in età avanzata
( Il Diavolo veste la toga )
( quei così lì dei gay, non so... i blog )

Due impagabili audio-video su iutub con le impagabili perle del direttore di Radio Maria su professori satanisti e blogger squattrinati.




... dei iutub, blog dove si dice "AH, il direttore di Radio Maria" però era un blog gay non so che roba era...
... comunque oggi essendo sant'Antonio vi regalo il caffè gratis perche tanto so che siete squattrinati ve lo regalo: Nel deserto sant'Antonio strappò la coda a lu demonio, o
sant'Antonio alla Sapienza rompi le corna alla miscredenza. He he he.

Che dire. In queste occasioni bisogna saper esercitare tutta la carità e comprensione possibile. Cristiana e non. E ancora una volta mi viene in mente una poesia di Faber .


Onestamente però padre Livio una cosa sui blog, pur ammettendo di non capirci nulla, l'ha capita subito, cioè che stiamo al verde, accattando due spicci con gli adsense pubblicitari. O catena di Sant'Antonio facci crescere il pagerank! Facci sognà!


 

L’eterno ritorno del bloglione

 

Se qualche fans aveva paura per il destino di Fassbinder dopo averlo inserito nella mia lista del Fantamorto 2008, può tirare un bel sospiro di sollievo. Non perirà o almeno ciò non accadrà nel modo predetto dai miei fondi di birra: soffocato dalle risate dopo essere finalmente riuscito a ridere di se stesso.

L’atteggiamento inequivocabile e ripetuto dimostra che il tarantolato di strada ne deve fare ancora molta con le sue scarpine chicco per giungere al punto di apprendere l’arte Sgurz dell’autoironia.

D’altra parte la bloglionaggine non è cosa per tutti.

Qualche giorno fa il nostro sentiva il bisogno di un altro se stesso, di un gemello a cui dare la colpa di tutto. Lo scriveva anche sul Fuffaggregator. E allora io che ci sto a fare? Gli ho subito scritto un post a stretto giro di Fuffa per avvertilo che “Sì, sono proprio io, il gemello segreto”. Ma scopro di non aver fatto cosa gradita perché poco dopo noto che il mio post è rimasto da solo abbandonato come un cane: il post del mio gemello mancato non c’era più, cancellato ohibò.
Va bene, cose che capitano a noi Binder.

Oggi poco fa però è ricapitato. Eh no, che maleducazione!
Ti vedo un post su Fuffaggregator di Fassbinder dal titolo “Palomo”: reclamizza una simpatica storiella su lui e la sua ex- che gli diceva che assomigliava a un attore di telenovelas di nome Palomo, tra l’altro morto prematuramente (e qui torna il Fantamorto). Beh se vi metto le immagini capite subito tutto senza bisogno che scriva inutili parole.

      

Aggiungo solo che la sua reattività è proprio all’altezza della fama di tarantolato: ho riaggiornato la pagina del Fuffa dopo 10 minuti scarsi e già non c’era più traccia del post di Fassbinder. Cuccuruccucù…



martedì, 15 gennaio 2008
 

Grandi Scarti
 
Che sono solo a non notare grandi differenze tra questo reality show e la cruda realità dei fatti?

Quasi come fra Faxe Binder e Fass Binder. Cugini. Tipo gemelli separati alla nascita. Un altro me. Solo un po' più bloglione.